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​GILIOLI, Onofrio

Biografia: Nasce a Rovereto sul Secchia, frazione di Novi di Modena (MO) l’8 agosto 1882 da Ferdinando e Matilde Pederzoli, calzolaio. Tra il 1903 e il 1924 è padre di nove figli, che chiama coi nomi di Rivoluzio, Libero, Siberia, Equo, Protesta, Sovverte, Scintilla, Ribelle e Feconda Vendetta. La prima informazione che abbiamo è del 1911, quando è segnalato come abbonato a «L’Agitatore», giornale anarchico di Bologna. Nel febbraio 1912 è indicato come appartenente al “partito sindacalista” e, in effetti, in questo periodo è attivo nelle lotte sindacali che infiammano il paese, come lo sciopero – durato sei mesi – dei mezzadri e dei boari di Rovereto, uno dei conflitti sociali più importanti avvenuti nella pianura modenese nel periodo giolittiano. Rovereto sul Secchia è uno dei luoghi di maggiore presenza e iniziativa anarchica della pianura modenese, e G. è uno dei principali esponenti di tale movimento. Durante la guerra è impiegato in un calzaturificio militare a Crocetta Trevisana. Tornato a Rovereto nel dopoguerra prosegue la sua attività politica fino agli inizi di 1921, quando decide di emigrare nel nord della Francia, raggiungendo il figlio Ri-voluzio che era stato costretto a fuggire in questo paese nel maggio 1920 a seguito della vicenda del furto delle mitragliatrici di Modena, che aveva portato all’arresto dei principali esponenti anarchici e rivoluzionari modenesi. Rientra a Modena nel gennaio 1922, per poi ripartire per la Francia con la famiglia. Nel 1924 la famiglia Gilioli si trasferisce nella zona di Parigi, a Fontenay-sous-Bois, in rue de Moulin, Villa Fresnes 8. In questa casa si riuniscono spesso gruppi di anarchici e il Comitato pro vittime politiche: di queste riunioni sono rimaste tracce perché di solito partecipa l’anarchico (e informatore della polizia) Bernardo Cremonini. È il caso, ad esempio, della riunione del Comitato anarchico tenuta il 24 luglio 1928, presenti tra gli altri L. Fabbri e C. Berneri, dove si discute di una relazione del Comitato anarchico di Milano, che comunica la ricostituzione di alcuni gruppi anarchici in Italia. La casa di Fontenay-sous-Bois diviene inoltre un punto di riferimento sicuro per numerosi anarchici italiani, ma anche tedeschi e russi, che qui trovano ospitalità per lunghi periodi di tempo. La famiglia Gilioli partecipa all’attività politica dei fuoriusciti con entusiasmo, e se emerge la figura di Rivoluzio, anche altri fratelli non sono da meno: ad esempio Libero (Rovereto, 1905), partecipa con passione al movimento delle Legioni garibaldine. Muore però pochi anni dopo, nel 1927. Ma anche Onofrio Gilioli si impegna direttamente nel movimento. Nel 1933-34 partecipa alle iniziative della Federazione anarchica dei profughi italiani, facendo parte del Comitato federale. In ottobre risulta controllato periodicamente anche dalla polizia francese, assieme a oltre trenta anarchici italiani residenti nella regione parigina. Nel 1935 è attivo nella campagna contro le espulsioni dalla Francia, che hanno colpito molti anarchici italiani. All’inizio del 1937 è nominato membro del Comitato pro-Spagna di Parigi. Poche settimane dopo parte però per la Spagna, dove si trovano i figli Rivoluzio, Equo (Rovereto, 1910) – il primo a partire della famiglia Gilioli, che è diventato l’autista del comandante della Sezione Italiana della Colonna “Ascaso” CNT-FAIb – e Siberia (Rovereto, 1908). Dopo un breve periodo di permanenza al posto di frontiera di Port-Bou, dove si trova anche la figlia, svolge mansioni di collegamento tra la Francia e la Spagna, muovendosi continuamente tra i due paesi. Nell’ottobre 1940 è inserito, assieme al figlio Equo, nella lista dei “sovversivi pericolosi” fornita dalla polizia italiana a quella tedesca, affinché siano arrestati e tradotti in Italia. Ma la famiglia Gilioli si era nel frattempo trasferita nel sud, nel territorio di Vichy. A parte una breve permanenza in un campo di concentramento, G. non subisce altre conseguenze. Dopo la fine della guerra ritorna con la famiglia a Parigi, dove continua a risiedere, rientrando in Italia solo per brevi visite. Muore nella sua casa di Fontenay-sous-Bois nel 1968. (C. Silingardi)
Date: 2003 (creati)
Fonte della descrizione: Fonti: Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen.
 
Bibliografia: C. Silingardi, Rivoluzio Gilioli. Un anarchico nella lotta antifascista 1903-1937, Modena 1984; Id., Gli anarchici modenesi tra fuoriuscitismo e rivoluzione spagnola, «Rassegna di storia», mag. 1987; A. Pirondini, Anarchici a Modena. Dizionario biografico. Milano, Zero in condotta, 2012.

Entità correlate

Silingardi, Claudio (has as author)

Collezioni correlate

Dizionario biografico degli anarchici italiani (fa parte di)